
Ho visto mocciosi e figli d’avvocati tirare selciate agli sbirri, in nome dei curdi prima e dei palestinesi poi… Femministe coi capelli verdi scrivere messaggi di cordoglio per le donne afghane, tradite dall’Occidente e annientate dalla riscossa talebana… Per poi rivederle in piazza, con la kefiah legata al collo, a urlare gli slogan di Hamas.
Ho visto i pariolini della Luiss – liberali ed europeisti – inorridire davanti all’orda di Forza Nuova che si prendeva le piazze ai tempi del Covid, per poi spiegarmi, con fare ieratico, che il simbolo del Battaglione Azov non era un wolfsangel, bensì le due lettere stilizzate del motto “Idea Nazionale” e di quanto io – che in quel simbolo ci vedevo un wolfsangel – fossi un povero sprovveduto, una vittima ingenua della propaganda anti-europea.
Aveva ragione Brasillach, porco Dio:
Il mio paese mi fa male con tutta la sua giovinezza sotto bandiere straniere…
Il cattivone Assad è scappato e i “ribelli moderati” (la stessa canaglia che nel 2013 mangiava i polmoni dei lealisti uccisi, gli stessi animali che sgozzavano i sedicenni rastrellati negli ospedali) hanno preso Damasco. Siete contenti, vero? Le forze del Bene (ovvero, l’ennesima compagine di briganti che la propaganda americana vi ha spacciato come eroi) hanno trionfato. Ora mi domando: quanto ci metterete a sostituire i curdi con l’opposizione georgiana? Quanto ci vorrà prima che i dissidenti cubani si sostituiscano agli ucraini? Quanto tempo vi servirà per sposare l’ennesima causa che i media vi spacceranno come giusta?
Quanti podcast di esperti dovete ancora ascoltare? Quale episodio di Breaking Italy state guardando, adesso, per formulare la vostra prossima opinione prêt-à-porter con cui mi spiegherete come funziona l’universo?
Per voi, un trentenne ucraino strappato alla sua famiglia, mobilitato a calci in culo e morto carbonizzato nel guscio esploso di un BMP è “morto per i valori europei” e il cinquantenne russo che crepa dissanguato in un fosso, sotto l’occhio vigile di un drone, è un “guerriero che lotta contro la tirannia globalista”.
Siete convinti di aver capito tutto, sempre. Dite di sostenere la Russia, ma non sapete neppure dov’è Sebastopoli, appendete la bandiera ucraina allo stendipanni ma pensate che Taras Ševčenko sia un attaccante del Milan… Però avete capito tutto, eh… Sempre pronti, col vostro ditino di merda, a indicare i “buoni” al centro del massacro.
Dovete identificarvi nelle guerre degli altri, nelle bandiere degli altri, perché le vostre vite, fatte di meeting aziendali su Zoom, sessioni di squat in palestra e approcci fallimentari su Tinder, non hanno alcun significato. Volete sentirvi parte di qualcosa di grande, qualcosa di importante…
Strappate le bandiere dalle mani dei cadaveri e le appendete sopra ai vostri divani Ikea, mentre siete lì, in ciabatte, seduti a fare il tifo: il derby di Bakhmut, il Superclásico di Gaza, la rimonta ai tempi di recupero dei curdi a Kobanì…
La vostra totale incapacità di comprendere le ragioni degli altri, vi spinge a rielaborare le loro battaglie, a ricondurle in una narrazione dicotomica, nella disperata ricerca di una qualche corrispondenza con le vostre idee… Idee che avete sposato nella sola speranza di apparire “buoni” e “fighi” di fronte alle persone sulle quali speravate di fare colpo. Tutto qui. È per questo che avete donato soldi all’esercito ucraino, è per questo che avete donato soldi ai caschi bianchi (li avete già dimenticati, vero?) ed è per questo che avete donato soldi per comprare le stufe da mandare in Donbass e per mandare le medicine a Gaza… Perché i civili devono essere protetti, tutti i civili, eccetto quelli che i vostri eroi ammazzano.
Voi avete donato l’unica cosa che avevate: i soldi e i likes. Nella speranza di comprare un piccolo posto all’ombra di chi le guerre le combatte per davvero e spesso ci muore per davvero.
Il massimo contributo che avete dato alle guerre altrui, è stato fare i rivoluzionari part-time a Piazza del Popolo, con le bandiere dell’Esercito Siriano Libero dieci anni fa, con le bandiere curde l’altro ieri, con quelle ucraine ieri e con quelle palestinesi oggi. Il massimo del vostro coraggio è “non mettersi ai lati del corteo perché è pericoloso” o al limite tirare i cocci di Peroni alle guardie e piangere quando vi si bevono.
I vostri “ideali” coincidono sempre con le campagne mediatiche, coi furori da salotto degli intellettuali prezzolati, coi professoroni di economia e coi radical chic con l’attico in Centro. I vostri ideali sono mode, pose ideologiche con cui date un senso alla vostra vita, sprecata appresso a LinkedIn, al colloquio come Data Protection Officer del quale vi vanterete con gli amici, appresso alle grandi opportunità di un contratto interinale con Manpower…
Ve li ricordate Saviano e la Boldrini, quando si coprivano la faccia con la mano per protestare contro gli attacchi chimici del regime di Assad? (molti dei quali – come confermato dall’Opac, massima autorità internazionale in materia di armi chimiche – non sono mai avvenuti, se non per mano dei “ribelli moderati”) e che ne è stato del vostro selfie con la mano davanti alla bocca? Vi siete già scordati del piccolo Alan Kurdi? Ditemi la verità: quanti dei vostri eroi avete già dimenticato?
Se aveste avuto degli ideali, sareste già nei boschi col passamontagna calato, a sparare ai carabinieri al casello o a sequestrare i figli ai dirigenti di Confindustria. Sareste già nella Legione Internazionale ucraina, nella brigata Prizrak, nell’Ypg o anche soltanto a casa vostra, a mandare pacchi bomba all’imprenditore bastardo per cui lavorate.
Se aveste avuto degli ideali, non sareste precari, sottopagati e schiavi da ufficio che fanno gli ultras sui social network, tifando nelle guerre degli altri.
Dieci anni fa vi sembrava figo supportare quell’accozzaglia di assassini che oggi ha distrutto la Siria, io me lo ricordo, eravate scatenati sui social, fomentati peggio che allo stadio in quelle vostre manifestazioni da bravi ragazzi, pronti ad applaudire di fronte a una catastrofe umanitaria che voi stessi stavate contribuendo a creare.
Dieci anni fa, chiunque non la pensasse come voi era un fascista, una vittima della disinformazione e chiunque non appoggiasse la “rivoluzione democratica” era per forza il servo mercenario d’un paese straniero, chiunque non supportasse i brutali separatismi per cui facevate il tifo, era sempre un nazista.
I “putiniani” che tanto odiate, dieci anni fa, eravate voi.
PS:
Ah, dimenticavo… Comprate il mio romanzo, figli di puttana.
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